FORCE INDIA VJM04 Mercedes

   La costante crescita del team indiano Force India (sorto nel 2008 dalle ceneri della Spyker/Midland e prima ancora della storica Jordan, grazie al magnate indiano Vijay Mallya ed il suo socio olandese Michiel Mol) prosegue nel 2011 con la monoposto VJM04 motorizzata Mercedes. La continuità del progetto è garantita dal solido gruppo di tecnici che fin dalla nascita del team hanno dato vita alle monoposto della scuderia con sede a Silverstone, nel Northamptonshire, in Inghilterra. A capo del progetto, con il ruolo di Engineering Director, c'è ancora Andrew Green, mente e supervisore di tutto il progetto tecnico e aerodinamico della monoposto. Green è nel team fin dai tempi della Jordan GP ed è celebre per la sua capacità di estrarre il massimo rendimento da budget limitati attraverso soluzioni intelligenti e pragmatiche. Mark Smith (Technical Director) e Ian Hall (Chief Designer) coordinano il lavoro del team di design in fabbrica a Silverstone, traducendo le direttive aerodinamiche in soluzioni meccaniche e strutturali concrete. Simon Phillips (Aerodynamics Director) è il responsabile dello sviluppo nella galleria del vento con l'obiettivo principale di ottimizzare l'efficienza aerodinamica pura e l'integrazione del pacchetto proveniente dalla partnership con la McLaren.

FORCE INDIA VJM04, Adrian Sutil
Monza, GP d'Italia 2011 

   Anche nel 2011 per la nuova VJM04, la Force India infatti consolida la sua partnership strategica con McLaren e Mercedes High Performance Powertrains. A differenza di altri team di centro gruppo che producono in autonomia gran parte della componentistica, Mallya sceglie di acquistare da Woking l'intero retrotreno (scatola del cambio e struttura delle sospensioni posteriori), permettendo agli ingegneri di concentrare le risorse e il budget quasi interamente sullo sviluppo aerodinamico e sulla gestione del telaio, un approccio che si rivela estremamente valido. Gli altri ingegneri che contribuiscono a sviluppare la vettura 2011 sono: Bruce Eddington (Head of Design, Composites), Daniel Carpenter (Head of Design, Mechanical), Simon Gardner (Head of R&D), James Knapton (Head of Vehicle Science) e Simon Belcher (Chief Aerodynamicist), praticamente gli stessi che da quattro stagioni lavorano nella struttura di Silverstone. Anche la line-up è solida ed esperta, formata dal pilota tedesco tedesco Adrian Sutil e dal britannico Paul di Resta (campione in carica del DTM ed esordiente in F1), con l'esperto tedesco Nico Hülkenberg nel ruolo di collaudatore e terzo pilota (impegnato in numerose sessioni di prove libere del venerdì).

FORCE INDIA VJM04, Paul di Resta
Silverstone, GP di Gran Bretagna 2011

   Grazie alla geometria meccanica del retrotreno vincolata dalla componentistica di Woking, lo staff di Silverstone può concentrare il 100% delle proprie simulazioni CFD e ore in galleria del vento per vestire quella meccanica con un'aerodinamica estremamente pulita ed efficace. Infatti la caratteristica distintiva della VJM04 è la sua straordinaria efficienza aerodinamica. Il profilo del musetto (molto alto e sottile nella parte inferiore) e le pance laterali spioventi garantiscono un'ottima penetrazione aerodinamica, con velocità di punta elevatissime che rendono la VJM04 praticamente insuperabile sugli allunghi, oltre che registrare regolarmente tra le velocità di punta più elevate di tutta la griglia (aiutata anche dall'eccellente spinta del motore Mercedes FO 104X V8). Come la maggior parte dei team nel 2011, la Force India cerca di sfruttare il fenomeno dei gas di scarico soffiati sul fondo per generare carico aerodinamico. Tuttavia, a differenza della maggior parte delle altre monoposto, sulla VJM04 adottano una soluzione più conservativa ma estremamente affidabile ed efficace, integrando i terminali in modo da non compromettere l'equilibrio della vettura alle alte velocità. Gli scarichi sono posizionati per indirizzare i gas caldi verso la parte centrale del diffusore e il profilo inferiore dell'ala posteriore (beam wing), fornendo un incremento di carico meno estremo ma estremamente prevedibile. La vettura non soffre di bruschi cambi di bilanciamento tra quando il pilota da gas e quando stacca, garantendo grande fiducia nei curvoni veloci. Anche il nuovo sistema di riduzione del drag dell'ala posteriore (DRS) viene integrato in maniera impeccabile. Quando l'ala mobile si apre, la separazione del flusso avviene in modo pulito e, al momento della chiusura in staccata, il carico aerodinamico al retrotreno si ripristina all'istante senza innescare sovrasterzi pericolosi.

FORCE INDIA VJM04, Paul di Resta
Hungaroring, GP d'Ungheria 2011

   La piaga del 2011, per molti team di centro classifica, è il degrado termico dei nuovi pneumatici Pirelli, causato dai flussi d'aria turbolenti generati dal rotolamento delle gomme posteriori (tyre squirt). La VJM04 riesce a mitigare questo fenomeno grazie ad una piattaforma meccanica ed aerodinamica molto stabile. Le sospensioni anteriori push-rod con bracci molto lunghi ed inclinati permettono di mantenere stabile l'altezza della vettura in accelerazione ed in frenata, mentre al posteriore la sospensione pull-rod McLaren garantisce pulizia nella zona del diffusore, garantendo un maggior carico aerodinamico. La costanza di carico lungo tutto l'arco della curva si traduce in temperature d'esercizio delle gomme omogenee, consentendo ai piloti di estendere gli stint di gara e mettere a segno strategie con una sosta in meno rispetto ai rivali. Durante la stagione vengono portati aggiornamenti costanti e mirati. Tra l'estate e l'autunno viene introdotto prima un nuovo pacchetto aerodinamico con un fondo ridisegnato e nuove paratie verticali dell'ala anteriore (endplate) per guidare meglio i vortici attorno alle ruote anteriori, e successivamente una versione rivista della carrozzeria e delle prese d'aria dei freni, ottimizzata per i circuiti da alto carico aerodinamico dove la VJM04 all'inizio dell'anno soffriva leggermente di più rispetto ai tracciati veloci.

FORCE INDIA VJM04, Adrian Sutil
Monza, GP d'Italia 2011

   La stagione 2011 della Force India è caratterizzata da un crescendo straordinario, trasformando la scuderia di Silverstone in una delle realtà più solide, temute e costanti del centro gruppo. Con la VJM04 non si cerca la "soluzione miracolosa" o estrema, ma la massima costanza di rendimento. Proprio grazie a questa stabilità aerodinamica la Force India è la sorpresa della stagione 2011, battendo costruttori storici e conquistando un prestigioso 6° posto finale nei Costruttori. Nelle prime gare dell'anno, la VJM04 paga un fisiologico periodo di apprendistato nell'integrazione delle nuove coperture Pirelli e nell'ottimizzazione del pacchetto aerodinamico, anche se entrambe le monoposto vanno a punti in Australia (Sutil 9° e Di Resta 10°) e Di Resta si ripete in Malesia. Con l'arrivo dei primi aggiornamenti mirati al fondo e alle paratie dell'ala anteriore, la VJM04 sblocca il suo vero potenziale, con Sutil 6° in Germania (miglior piazzamento stagionale). Nella seconda metà del campionato, la Force India diventa una presenza fissa nella lotta per la Q3 e nei punti della domenica. Nelle ultime gare (Giappone, Corea, India, Abu Dhabi e Brasile), il team va a punti consecutivamente per ben 6 Gran Premi di fila, riducendo drasticamente il divario in classifica dalla Renault (che chiude 5ª con 73 punti, appena 4 lunghezze davanti alla Force India). Nonostante gli ottimi risultati, poco prima del GP di Corea Vijay Mallya annuncia di aver ceduto metà delle sue quote della scuderia al gruppo Sahara India Pariwar. Dopo tale operazione Mallya e il gruppo neo entrato posseggono il 42,5% delle azioni a testa, mentre il 15% restante è di proprietà della famiglia Mol e Il team viene ribattezzato Sahara Force India.

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