Il 2007 si preannuncia pieno di incognite per il team Renault F1. Dopo due anni di successi, con la conquista del titolo piloti e costruttori in entrambe le stagioni, nel 2007 la squadra guidata da Flavio Briatore deve far fronte alla partenza del campione spagnolo Fernando Alonso, ma soprattutto affrontare le sempre più agguerrite McLaren-Mercedes e Ferrari, pronte a dare battaglia alla squadra francese. Sotto la guida del manager italiano il team di tecnici che sviluppano la nuova Renault R27 è praticamente immutato rispetto al 2006, con Pat Symonds (Executive Engineer), Bob Bell (Technical Director), James Allison (Deputy Technical Director), Tim Densham (Chief Designer), Martin Tolliday (Deputy Chief Designer), Tad Czapski (Technology Director), Robin Tuluie (Head of R&D), Dino Toso (Head of Aerodynamics), oltre che i due Ingegneri motoristi Rob White (Engine Technical Director), e Axel Plasse (Project Manager – Engine).
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| RENAULT R27, Giancarlo Fisichella Spa-Francorchamps, GP del Belgio 2007 |
La nuova Renault R27, esteticamente è molto simile alla precedente R26, ma sostanzialmente diversa, con leggere modifiche aerodinamiche e, soprattutto, telaistiche. L'uscita di scena della Michelin obbliga infatti tutti i team ad utilizzare il fornitore unico Bridgestone, mettendo in difficoltà le scuderie, come la Renault, che sulla struttura più morbida degli pneumatici francesi, avevano costruito i loro successi. La filosofia progettuale della Renault (bilanciamento dei pesi spostato al posteriore per favorire la trazione grazie alla carcassa morbida delle Michelin) non si adatta bene alla struttura degli pneumatici giapponesi, più rigidi a livello di carcassa, causando un cronico sottosterzo che ingegneri e piloti non riescono mai a risolvere del tutto durante l'anno. Nonostante tutto la R27 mantiene la filosofia del passo corto, ereditato dalla R26, soffrendo però di instabilità aerodinamica quando la vettura viene spinta al limite. La filosofia della precedente monoposto risulta completamente negativa sulla nuova R27, provocando eccessivi scivolamenti all'anteriore con il risultato di distruggere completamente gli pneumatici dopo pochi giri.

RENAULT R27, Heikki Kovalainen
Melbourne, GP d'Australia 2007
Nonostante le difficoltà, la R27 presenta soluzioni aerodinamiche interessanti, come gli specchietti retrovisori spostati all'esterno delle fiancate, seguendo una tendenza lanciata dalla Ferrari l'anno prima, soluzione adottata per pulire i flussi d'aria che passano sopra le pance, direzionandoli al meglio verso il retrotreno. I progettisti Renault continuano a puntare su un muso molto alto e sottile per massimizzare il passaggio d'aria sotto la vettura, cercando di alimentare il diffusore posteriore con aria il più possibile pulita. Durante la stagione vengono anche utilizzate delle alette ricurve sulla parte superiore del musetto (chiamate confidenzialmente "orecchie"), progettate per gestire meglio le turbolenze create dalle ruote anteriori e migliorare il flusso verso l'abitacolo. Le pance laterali sono molto scavate nella parte inferiore (il cosiddetto disegno "a siringa"), una scelta volta a liberare spazio per l'aria che scorre verso la parte superiore del diffusore. Tuttavia, questo rende il raffreddamento del motore RS27 più critico, costringendo spesso i tecnici ad aprire ampie feritoie sulla carrozzeria che, purtroppo, peggiorano la resistenza all'avanzamento.

RENAULT R27, Heikki Kovalainen
Interlagos, GP del Brasile 2007
Oltre al problema degli pneumatici, il limite principale della R27 deriva principalmente dall'errata correlazione dei dati della galleria del vento di Enstone, con i flussi d'aria, che i tecnici vedono nei test in scala, che non si comportano allo stesso modo una volta che la monoposto è in pista. Questo porta al progetto di una vettura che sulla carta ha molto carico, ma che in realtà è aerodinamicamente instabile e nervosa, specialmente in curva e nei passaggi sui cordoli. Senza il Mass Damper, l'ammortizzatore a massa battente che stabilizzava il muso utilizzato nel 2006 ma poi dichiarato illegale, la nuova R27 soffre di eccessivo beccheggio. Poiché l'efficienza dell'ala anteriore dipende millimetricamente dalla sua distanza dal suolo, in frenata si genera un carico eccessivo rendendo improvvisamente il posteriore troppo leggero, mentre in accelerazione il musetto si alza facendo passare più aria nel sottoscocca, generando repentine perdite di aderenza.

RENAULT R27, Giancarlo Fisichella
Nürburgring, GP d'Europa 2007
Il motore Renault RS27, un V8 da 2,4 litri capace di circa 750 cv a 19.000 giri/min, è abbinato ad un nuovo cambio Instantaneous Gear Change (ICG) a sette velocità con tecnologia seamless (passaggio marcia istantaneo senza interruzione di coppia), una soluzione che sta diventando lo standard per i top team ma completamente nuova per la scuderia francese. Dopo gli anni dell'azzurro dello sponsor tabaccaio Mild Seven, la nuova livrea riprende il classico giallo Renault oltre che il bianco e l'arancio del nuovo sponsor ING Group. I piloti titolari per il 2007 sono l'italiano Giancarlo Fisichella, già in squadra nel 2006, e il finlandese Heikki Kovalainen, con i brasiliani Ricardo Zonta e Nelson Piquet Jr utilizzati come collaudatori. La stagione 2007 è molto avara di risultati per la Renault, con solo 51 punti conquistati contro i 206 dell'anno precedente. La R27 sale sul podio una sola volta, in Giappone con Kovalainen che conquista il secondo posto. Briatore corre immediatamente ai ripari e, approfittando della rottura dei rapporti tra Alonso e Ron Dennis della McLaren, richiama immediatamente l'asturiano nel team per la stagione 2008, capendo come solo un pilota non solo veloce ma un vero e proprio catalizzatore tecnico capace di indirizzare il lavoro degli ingegneri, come è Alonso, possa ridare lustro al team.

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