La scuderia Super Aguri, dopo aver rilevato i telai della Arrows, debutta nel mondiale di Formula 1 del 2006 con una monoposto, la SA05, che è semplicemente un adattamento ai nuovi regolamenti della vecchia monoposto A23 del 2002, progettata all'epoca da Mike Coughlan, passato poi alla McLaren, e da Sergio Rinland. Nel frattempo però, la scuderia nipponica, di proprietà dell'ex pilota di Formula 1 Aguri Suzuki, lavora alacremente per produrre una vettura progettata in relativa autonomia, la Super Aguri SA06. Il debutto avviene al Gran Premio di Germania, coincidendo con la promozione del giapponese Sakon Yamamoto a secondo pilota titolare, ed al ritorno del francese Frank Montagny alle funzioni di collaudatore, dopo che lui stesso era stato promosso a titolare come sostituto del giapponese Yuji Ide. Il francese svolge anche le funzioni di pilota di riserva, oltre che percorrere i test del venerdì, solo dopo che la squadra ha modo di mettere in pista una terza SA06 dal Gran Premio di Turchia in avanti.

SUPER AGURI SA06, Takuma Satō
Hungaroring, GP d'Ungheria 2006
Il gruppo di tecnici che progetta e sviluppa la nuova SA06 è composto dal Technical Director Mark Preston, dal Chief Designer Peter McCool, dal Head of Electronics Stephen Watt e dal Head of Aerodynamics Ben Wood, quest'ultimo già visto in Formula 1 negli anni della Prost Grand Prix. La nuova vettura presenta diverse novità rispetto al modello precedente, di cui conservava solo il telaio realizzato in fibra di carbonio stampata e composito a nido d'ape con strutture composite antiurto frontali e laterali, ritenuto comunque ancora valido nonostante l'anzianità del progetto originale. La base della nuova vettura è il nuovo cambio progettato e realizzato dai tecnici della Super Aguri, con carter in alluminio al posto del cambio in fibra di carbonio Honda utilizzato anche sulla SA05, intorno a cui si è potuto rivoluzionare il progetto in termini di schema delle sospensioni e sviluppo aerodinamico.

SUPER AGURI SA06, Sakon Yamamoto
Interlagos, GP del Brasile 2006
Il motore RA806E, un V8 di 90° da 2400 cm³ in grado di erogare oltre 700 CV ad un regime di rotazione di oltre 18.500 giri/minuto, e la parte elettronica sono ancora forniti interamente dalla Honda, come anche l'impianto di raffreddamento e di scarico. Le sospensioni e il noto design a doppia chiglia introdotto da Mike Coughlan alla Arrows, rimangono quindi invariati rispetto alla versione SA05, mentre sotto il profilo aerodinamico le pance laterali, e con esse anche le prese d'aria, sono del tutto diverse dalle precedenti, modificate e realizzate in modo simile a quella del team ufficiale Honda. Grazie al nuovo cambio, anche il posteriore è completamente nuovo, con lo schema delle sospensioni rivisto e una nuovo posizionamento delle pinze freno. Si stima che la SA06 sia del 10% più efficiente dal punto di vista aerodinamico, rispetto alla vettura precedente, ed il risparmio complessivo di peso consenta un uso strategico della zavorra in funzione delle esigenze dei diversi tracciati.

SUPER AGURI SA06, Takuma Satō
Monza, GP d'Italia 2006
La scarsa disponibilità economica non permette comunque alla squadra di effettuare molti test, e di conseguenza anche di introdurre modifiche di rilievo alla monoposto per il resto della stagione. Solo prima del Gran Premio di Cina vengono fatte alcune modifiche aerodinamiche al musetto, mentre nel successivo Gran Premio del Giappone viene utilizzata una versione “B” della monoposto, con alcune soluzioni che verranno poi montate sulla futura SA07. Viene leggermente modificata anche la livrea, con un utilizzo più massiccio del colore rosso rispetto al bianco.

SUPER AGURI SA06, Frank Montagny
Interlagos, GP del Brasile 2006
Nonostante tanto impegno, le prestazioni della vettura rimangono molto limitate e solo nell'ultima gara stagionale in Brasile, sul circuito di Interlagos, si può finalmente assistere ad una prestazione tutto sommato discreta, con Takuma Satō che si classifica decimo su 16 piloti al traguardo. Lui e Yamamoto stabiliscono rispettivamente il nono e il settimo giro più veloce della gara. A fine stagione, con nemmeno un punto raccolto durante il campionato, il team Super Aguri F1 si classifica all'undicesimo e ultimo posto nel campionato costruttori, dietro anche alla ben più modesta Midland/Spiker. Prima di essere completamente pensionata, nel gennaio del 2007 la SA06 scende ancora una volta in pista a Silverstone, con al volante tre ex piloti di Formula 1 degli anni '80/'90: il giapponese, e proprietario del team, Aguri Suzuki, il britannico Martin Brundle e il tedesco Christian Danner.
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