TORO ROSSO STR2 Ferrari

   Il 2007 è il secondo anno della scuderia Toro Rosso di Faenza, comune italiano in provincia di Ravenna, sotto l'egida della Red Bull. La monoposto utilizzata dalla scuderia italiana è la STR2 e occupa un posto speciale nella storia della Formula 1 per le accese polemiche legali che ha scatenato. La STR2 è infatti al centro di una vera e propria battaglia diplomatica tra i costruttori per il suo strettissimo legame con la “gemella” Red Bull RB3. Il Patto della Concordia in essere nel 2007, impone ad ogni team di costruire in proprio il telaio da utilizzare sulla vettura utilizzata durante la stagione. La STR2 viene presentata il 13 febbraio sul circuito catalano del Montmelò e suscita immediatamente polemiche per essere una copia pressoché identica della Red Bull RB3. Colin Kolles e Patrick Head, rispettivamente team principal di Spyker e Williams, presentano immediato reclamo per la palese violazione del regolamento. La Toro Rosso viene però assolta grazie ad una sottile scappatoia: il progettista Adrian Newey non è un dipendente Red Bull ma lavora per un terzo soggetto, denominato Red Bull Technology. In questo modo, ognuno dei due team utilizza un telaio progettato da un soggetto esterno, in maniera del tutto legale, nonostante la STR2 sia così simile alla RB3 che i meccanici dei due team spesso si scambiano i pezzi di ricambio nel retro dei box per risolvere problemi di emergenza.

TORO ROSSO STR2, Vitantonio Liuzzi
Istanbul, GP della Turchia 2007

   Lo staff tecnico che segue lo sviluppo della STR2 è molto particolare. Da un lato c'è l'eredità della scuderia Minardi con base a Faenza, dall'altro l'ingombrante influenza della casa madre Red Bull con sede a Milton Keynes, in Inghilterra. Il Team Principal è Franz Tost, austriaco e uomo di fiducia del proprietario della Red Bull, Dietrich Mateschitz. Il suo compito è quello di trasformare la mentalità artigianale della vecchia Minardi in una struttura professionale. Nonostante Newey sia a tutti gli effetti il progettista della STR2, Alex Hitzinger è ancora il Technical Director, sostituito però a stagione in corsa da Giorgio Ascanelli. L'ingegnere italiano, con un passato in McLaren come ingegnere di pista di Senna, arriva direttamente dalla Ferrari e ha il compito di gestire lo sviluppo in pista della monoposto, progettata a Milton Keynes e arrivata a Faenza praticamente a scatola chiusa. Uno degli uomini chiave della Toro Rosso nel 2007 è Riccardo Adami, che diventa ingegnere di pista di Sebastian Vettel una volta che il tedesco diventa pilota titolare nella seconda parte della stagione. Adami stringerà un legame molto particolare con Vettel tanto da essere l'artefice del suo passaggio in Ferrari dopo l'esperienza in Red Bull con la conquista di quattro titoli mondiali.

TORO ROSSO STR2, Sebastian Vettel
Monza, GP d'Italia 2007

   L'aerodinamica della STR2 è l'aspetto più interessante della vettura, poiché rappresenta il primo vero "tocco" di Newey applicato anche alla scuderia di Faenza. Il concetto di carrozzeria realizzata attorno alla meccanica consente alla monoposto di essere estremamente snella, con pance laterali molto scavate nella parte inferiore (il cosiddetto undercut), per permettere a un flusso d'aria maggiore di scorrere verso il diffusore posteriore, aumentando il carico aerodinamico senza generare troppa resistenza all'avanzamento (drag). Uno degli elementi distintivi sulla STR2, è il complesso sistema dell'ala anteriore, con il musetto molto sollevato per massimizzare la quantità d'aria che passa sotto la vettura, vitale per alimentare il diffusore del fondo piatto. Dopo poche gare viene utilizzato un secondo profilo montato sopra l'ala principale che scavalca il muso, collegando i due flap laterali. La cosiddetta bridge wing serve a ripulire il flusso d'aria diretto verso la parte centrale della vettura e a generare carico extra sull'asse anteriore. I badge boards dietro le ruote anteriori sono molto complessi e le pance laterali, oltre al già citato undercut molto pronunciato, presentano feritoie e camini sulla parte superiore per smaltire il calore del motore, oltre che piccole alette poste davanti alle ruote posteriori per stabilizzare il flusso d'aria e migliorare l'efficienza dell'ala posteriore.

TORO ROSSO STR2, Vitantonio Liuzzi
Interlagos, GP del Brasile 2007

   La STR2 monta come motore un V8 Ferrari, a differenza della Red Bull che utilizza motori Renault, creando una situazione paradossale in cui la "sorella minore" ha, sulla carta, un motore più prestigioso e performante della casa madre. Sebbene l'aerodinamica sia eccellente, il problema principale della STR2 è l'adattamento al propulsore italiano. La Red Bull Technology infatti ha disegnato la macchina attorno al motore Renault (più compatto e con esigenze di raffreddamento diverse). Inserire il V8 Ferrari nel telaio progettato da Newey richiede modifiche ai radiatori e alla distribuzione dei pesi, il che inizialmente rende la macchina difficile da bilanciare e meno affidabile rispetto alla "sorella" RB3. Il cambio è un'unità longitudinale con comando semiautomatico sequenziale ad attuazione elettroidraulica, dotato dell'ormai indispensabile sistema Seamless Shift per cambiate senza interruzione della coppia motrice. La sfida tecnica principale è l'integrazione per interfacciarsi perfettamente con il basamento del motore Ferrari, pur essendo alloggiato in una scatola progettata per adattarsi al motore Renault. Un aspetto tecnico critico è il packaging dei radiatori necessari al motore Ferrari che ha esigenze termiche diverse dal Renault. I radiatori dell'acqua e dell'olio nelle pance laterali devono essere ridisegnati rispetto al progetto originale Red Bull, causando alcuni problemi di affidabilità nella prima metà della stagione, poiché le temperature d'esercizio sono spesso al limite, specialmente nei GP più caldi come la Malesia.

TORO ROSSO STR2, Vitantonio Liuzzi
Melbourne, GP d'Australia 2007

   I due piloti titolari vengono confermati dalla stagione precedente e sono l'italiano Vitantonio Liuzzi e l'americano Scott Speed, con lo svizzero Neel Jani utilizzati come piloti di riserva. L'inizio della stagione è piuttosto difficile e avaro di soddisfazioni, segnato da molti ritiri dovuti ad una scarsa affidabilità. Nonostante nelle prime dieci gare il risultato migliore sia il nono posto di Speed a Montecarlo, dopo il GP d'Europa, il pilota americano ha un violento scontro verbale con il team principal Franz Tost che lo licenzia con effetto immediato, ponendo di fatto fine alla sua carriera in F1. Al suo posto viene promosso a prima guida il giovanissimo e promettente Sebastian Vettel, fino a quel momento terzo pilota del team BMW-Sauber. Neanche la classe del giovanissimo tedesco riesce a far voltare pagina ad una stagione decisamente sottotono per la scuderia Toro Rosso, ma nel penultimo appuntamento stagionale in Cina sul circuito di Shanghai, sotto una pioggia battente la STR2 sfoggia doti di guidabilità eccezionali, consentendo a Vettel di ottenere il quarto posto e a Liuzzi il sesto. Grazie a questi 8 punti la Toro Rosso conquista il settimo posto in classifica costruttori, ben lontana dalla sorella maggiore Red Bull RB3 che di punti ne raccoglie 24.

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