Per ritrovare la via della vittoria, smarrita nel 2007 dopo due mondiali consecutivi, il Team Principal della scuderia francese Renault F1, Flavio Briatore, punta tutto sul ritorno in squadra del due volte Campione del Mondo Fernando Alonso, dopo la rottura con il Team Principal della McLaren, Ron Dennis. Al suo rientro in squadra, il pilota spagnolo ritrova praticamente inalterato il gruppo di tecnici che lo hanno portato alla conquista dei due titoli nel 2005 e 2006. Il Technical Director è Bob Bell, responsabile dell'intera direzione tecnica della vettura e colui che coordina i vari reparti per farli lavorare all'unisono, coadiuvato da James Allison (Deputy Technical Director), all'epoca una stella nascente e oggi una leggenda della F1, pilastro dei successi Mercedes. Tim Densham è il Chief Designer, l'uomo che materialmente mette "nero su bianco" il design della monoposto, coordinando l'ufficio tecnico, aiutato nel suo lavoro dal Deputy Chief Designer Martin Tolliday. Il veterano del team è Pat Symonds, mente strategica e uno degli ingegneri più esperti della F1, già presente ai tempi di Senna in Toleman e dei titoli di Schumacher in Benetton. Tad Czapski è sempre il Technology Director, così come Robin Tuluie è ancora il Head of R&D. Dino Toso (Head of Aerodynamics) è uno dei maggiori responsabili dei successi Renault degli anni 2000. Nonostante la lotta contro una grave malattia, continua a supervisionare lo sviluppo iniziale della nuova Renault R28, Lascia il team nel giugno 2008 (sostituito da Jarrod Murphy e David Wheater) poco prima della sua prematura scomparsa. La competitività della R28 nella seconda metà della stagione è il suo ultimo grande regalo al team.
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| RENAULT R28, Nelson Piquet Jr. Istanbul, GP di Turchia 2008 |
Non meno importante è lo staff che gestisce la R28 in gara: Alan Permane (Chief Race Engineer) è l'uomo che parla con i piloti e trasforma i dati della telemetria in regolazioni d'assetto, mentre Remi Taffin (Engine Track Operations) è il collegamento diretto tra i motoristi francesi e la squadra in pista. Infatti mentre a Enstone, nel West Oxfordshire in Inghilterra, si costruisce la nuova Renault R28, a Viry-Châtillon, in Francia, si ottimizza il V8 RS27 per poter reggere la concorrenza dei più potenti V8 Ferrari, Mercedes e Honda. Rob White (Engine Deputy Managing Director) e Axel Plasse (Head of Engine Design) cercano di migliorare le prestazioni del V8 francese, ancorato ad una potenza piuttosto scarsa (circa 750/770 cv), ottimizzando l'affidabilità e l'integrazione con il telaio.
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| RENAULT R28, Fernando Alonso Hungaroring, GP d'Ungheria 2008 |
Il difficile compito del team è quello di correggere in brevissimo tempo i difetti della fallimentare R27 del 2007. L'aspetto aerodinamico della monoposto rappresenta l'apice di un'era, con i regolamenti che permettono ancora una proliferazione quasi incontrollata di appendici, alette e deviatori di flusso. La R28 è stata una delle principali interpreti della Pinna di Squalo (Shark Fin), il prolungamento del cofano motore verso l'alto fino a toccare quasi l'alettone posteriore, con la funzione di stabilizzare il flusso d'aria diretto verso l'ala posteriore durante le imbardate (quando l'auto curva). L'ala anteriore è dotata dell'immancabile Bridge Wing, il profilo alare sottile che sovrasta il musetto collegando i due flap dell'ala anteriore. Seguendo l'intuizione Ferrari dell'anno precedente, sulla R28 vengono utilizzati i cerchi lenticolari statici (wheel shields), dischi in carbonio che ruotano insieme alla ruota ma rimangono fissi, impedendo all'aria calda dei freni e alle turbolenze create dalla rotazione dello pneumatico di "sporcare" l'aerodinamica laterale della vettura. Le pance della monoposto, più rastremate rispetto al 2007, sono un trionfo di ciminiere (chimneys) e branchie (louvers), con il compito di espellere il calore del V8 Renault senza rovinare l'efficienza aerodinamica. La vera forza della R28 si trova nel suo sviluppo costante e massiccio su particolari molto importanti come i deviatori di flusso (bardgeboards) e il diffusore, ridisegnato più volte seguendole indicazioni di Alonso per ottimizzare la vettura al suo stile di guida.

RENAULT R28, Nelson Piquet Jr.
Spa-Francorchamps, GP del Belgio 2008
Sotto la carrozzeria c'è una meccanica e un'elettronica che rappresentano i muscoli e il sistema nervoso della vettura. Con l'introduzione della Centralina Unica e la scomparsa degli aiuti elettronici alla guida (in primis il Traction Control), la macchina diventa molto più nervosa in uscita di curva costringendo i piloti (oltre al citato Fernando Alonso, anche il brasiliano Nelson Piquet Jr.) a modificare il loro stile di guida per evitare spiacevoli pattinamenti. Abbinato al V8 Renault RS27 c'è una trasmissione Renault a sette rapporti dotata dell'immancabile sistema Seamless Shift che permette cambiate rapidissime senza interruzione della coppia motrice. Il telaio è un leggerissimo monoscocca in fibra di carbonio con sospensioni push-rod su entrambi gli assi. Sebbene il celebre Mass Damper (l'ammortizzatore a massa battente che rese la Renault imbattibile nel 2005-2006) sia ormai illegale, la R28 utilizza l'Inerter (o J-Damper), un dispositivo meccanico che aiuta a stabilizzare il carico sulle gomme assorbendo le vibrazioni ad alta frequenza, migliorando il contatto tra pneumatico e asfalto, specialmente sui cordoli. Nonostante un discreto inizio di stagione, con il quarto posto di Alonso nella gara inaugurale del campionato a Melbourne, in Australia, le successive 7 gare sono un vero e proprio calvario con la R28 capace di conquistare solo altri 4 punti (sempre per mano di Alonso). Ciò che rende speciale lo staff Renault del 2008 è indubbiamente la capacità di reagire. Dopo le prime gare capiscono che la R28 è un "ferro da stiro" (parole di Alonso) e, sotto la guida di Briatore e Symonds, il gruppo tecnico è capace di reagire seguendo un ritmo di sviluppo accelerato che porta la monoposto a guadagnare quasi un secondo al giro tra marzo e ottobre. La vettura passa dall'essere una "comprimaria" di centro classifica a una macchina capace di battere Ferrari e McLaren sul piano del puro ritmo gara. Le differenti qualità dei due piloti è evidente, Piquet ottiene 19 punti contro i 61 di Alonso, e lo spagnolo è anche capace di riportare la Renault sul gradino più alto del podio in ben due occasioni (Singapore e Giappone).

RENAULRT R28, Nelson Piquet Jr.
Montecarlo, GP di Monaco 2008
A dire il vero la vittoria sul cittadino di Singapore è macchiata dal cosiddetto crashgate. Dopo una sfortunata qualifica Alonso parte solo 15°, senza speranze su un cittadino tortuoso come il circuito di Singapore. Prima del via Briatore e Symonds convocano il debuttante Piquet, proponendogli un piano per salvare la stagione del team: schiantarsi deliberatamente con la sua R28 in un punto specifico del tracciato (la curva 17) dove non ci sono gru per rimuovere rapidamente l'auto e costringere così i commissari a mandare in pista la Safety Car. Al 12° giro Alonso rientra ai box per il rifornimento, con una strategia apparentemente suicida. Poco dopo però Piquet finisce a muro nella curva 17 provocando l'ingresso della Safety Car. Come da regolamento dell'epoca la pit lane resta chiusa, costringendo i piloti che non hanno ancora rifornito a perdere parecchie posizioni. Alla ripartenza Alonso si trova così al comando, restandoci fino alla fine e regalando alla Renault il primo successo della stagione. Quello che da molti è visto come un colpo di genio degli strateghi Renault, viene invece sconfessato dallo stesso Piquet nel 2009 dopo il suo licenziamento. Dopo l'indagine della FIA le conseguenze sono la radiazione a vita di Flavio Briatore (poi ridotta dopo vari ricorsi), la squalifica per 5 anni di Symonds e la squalifica con la condizionale per il team Renault. Nonostante tutto alla R28 bisogna riconoscere il merito di aver riportato la Renault nelle posizioni di vertice, con prestazioni all'altezza dei top team come Ferrari, McLaren-Mercedes.


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