La Red Bull RB4 è una monoposto fondamentale nella storia del team di Milton Keynes, nel Buckinghamshire in Inghilterra. Sebbene non sia ancora all'altezza delle migliori, rappresenta il momento in cui l'influenza di Adrian Newey inizia a farsi sentire seriamente, trasformando il team austriaco a serio concorrente per il titolo. La RB4 è l'evoluzione della vettura del 2007, correggendo i principali difetti di affidabilità, ed è l'ultima Red Bull della cosiddetta “era Barocca” con un aerodinamica particolarmente complessa, prima che il regolamento del 2009 semplifichi drasticamente le ali. Nonostante le scarse prestazioni, l'importanza della RB4 è da ricercarsi nelle successive monoposto Red Bull, in quanto Newey usa la vettura del 2008 per affinare concetti di packaging e gestione dei pesi che renderanno le successive RB quasi imbattibili.
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| RED BULL RB4, Mark Webber Valencia, GP d'Europa 2008 |
Il Team Principal Christian Horner, aggiunge altri validi elementi al già nutrito staff tecnico della scuderia, e così oltre ad Adrian Newey (Chief Technical Officer con il ruolo di spingere al limite il concetto di integrazione tra telaio e aerodinamica), Geoff Willis (Technical Director, grazie al suo pragmatismo ha il compito di risolvere i problemi cronici di affidabilità della vettura da cui deriva la RB4, disegnata da Mark Smith), Peter Prodromou e Dan Fellows (rispettivamente Head of Aerodynamics e Chief Aerodynamicist, sotto la loro direzione, il reparto aerodinamico di Milton Keynes diventerà in breve uno dei più avanzati al mondo, superando per inventiva anche colossi come Ferrari e McLaren), Rob Marshall (Chief Designer, famoso per il Mass Damper della Renault, si occupa di rendere il cambio e le sospensioni della RB4 estremamente compatti, permettendo a Newey di disegnare una carrozzeria molto stretta e aerodinamica), troviamo anche Andrew Green con il ruolo di Head of R&D e Iain Bomphray come Chief Engineer Composites.
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| RED BULL RB4, David Coulthard Catalunya-Barcelona, GP di Spagna 2008 |
La RB4 è una delle prime vetture a portare in pista il cofano motore esteso, meglio noto come Shark Fin (pinna di squalo), un profilo che si estende dal cofano motore all'alettone posteriore con la funzione di stabilizzare il flusso d'aria diretto verso l'alettone durante le curve, rendendo la macchina più stabile. Davanti, la RB4 sfoggia un'ala anteriore incredibilmente complessa, con la caratteristica più evidente del Bridge Wing (ala a ponte) che scavalca il musetto, collegando i due flap laterali. Questo elemento crea un vortice d'aria pulita che viene indirizzato verso il fondo piatto e le fiancate, anche se la sua sensibilità all'altezza da terra a volte cambia drasticamente il comportamento della vettura. Newey spinge al limite anche il design dei Bardgeboards, i deflettori dietro alle ruote anteriori. Il loro compito è di spostare letteralmente le turbolenze create dalle ruote anteriori all'esterno del corpo vettura, proteggendo il flusso d'aria che deve alimentare il diffusore posteriore. Le pance della RB4 hanno una quantità enorme di piccoli profili in carbonio davanti alle ruote posteriori e sopra le fiancate, con l'obbiettivo di aumentare l'efficienza aerodinamica senza penalizzare troppo la resistenza all'avanzamento, non possedendo un motore potente come la concorrenza.
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| RED BULL RB4, David Coulthard Magny-Cours, GP di Francia 2008 |
Sotto il cofano batte il V8 Renault RS27 nella versione più evoluta. Sebbene non sia il motore più potente della griglia, pagando circa 20-30 CV a Ferrari e Mercedes), il V8 francese è amatissimo da Newey perché richiede radiatori più piccoli rispetto ai concorrenti, permettendo fiancate più strette e pulite, oltre che possedere una coppia molto fluida, un fattore cruciale nel 2008, l'anno in cui viene vietato il controllo di trazione con l'introduzione della centralina unica. Il vero tallone d'Achille della Red Bull nel 2007 è il cambio. Per la RB4, il team tecnico progetta una scatola del cambio completamente nuova, realizzata in fusione di alluminio e progettata per essere estremamente rigida, poiché funge da elemento strutturale su cui è infulcrata la sospensione posteriore. Il cambio sequenziale a sette rapporti adotta l'ormai immancabile sistema seamless shift, per cambiate immediate senza interruzione della coppia motrice. Le sospensioni sono in configurazione push-rod, sia all'anteriore che al posteriore e Newey lavora ossessivamente per ridurre gli attriti interni e migliorare la risposta dei "terzi elementi" (gli ammortizzatori che controllano il beccheggio della vettura) al fine di rendere la RB4 “gentile” con le gomme Bridgestone e per poter allargare la finestra di utilizzo. Il risultato è una monoposto ben bilanciata meccanicamente e con un'ottima capacità di assorbire i cordoli e mantenere la trazione su asfalti non perfettamente lisci.
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| RED BULL RB4, Mark Webber Silverstone, GP di Gran Bretagna 2008 |
Le prestazioni della Red Bull RB4 nel 2008 raccontano la storia di una vettura solida ma incompleta. Se la RB3 dell'anno precedente era veloce ma fragile come il cristallo, la RB4 è la macchina della maturità, finalmente affidabile, capace di lottare costantemente per i punti, ma ancora un gradino sotto i top team. I piloti titolari sono il britannico David Coulthard (al suo ultimo anno di attività) e l'australiano Mark Webber, con il francese Sébastien Buemi come pilota di riserva. Nelle mani di Webber la nuova Red Bull si dimostra particolarmente efficace nel giro di qualifica, anche se poi in gara l'eccessivo consumo degli pneumatici posteriori e una leggera carenza di velocità massima non permettono ai due piloti di lottare per le posizioni di testa. I punti raccolti a fine stagione sono solo 29 (21 per Webber e 8 per Coulthard) che garantiscono al team il 7° posto in Classifica costruttori. Il rendimento della RB4 viene paradossalmente oscurato dalla sua "gemella" Toro Rosso STR3 (6° in classifica), entrambe con lo stesso telaio disegnato da Newey ma con motori differenti. Il V8 Ferrari della STR3 infatti garantisce alla monoposto di Faenza circa 30 CV in più del Renault montato sulle Red Bull, garantendo prestazioni migliori. In conclusione, la RB4 non è una vettura vincente, ma è stata la piattaforma di apprendimento necessaria al team. Senza i dati raccolti sulle prestazioni della RB4, Newey non avrebbe mai potuto progettare la RB5 del 2009, la vettura che avrebbe dato inizio all'era d'oro del team Red Bull.




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