TORO ROSSO STR3 Ferrari

   Le polemiche sulla “stretta” parentela tra le vetture di Faenza (Toro Rosso) e quelle di Milton Keynes (Red Bull), continuano anche nel 2008, nonostante la FIA abbia archiviato il caso come legale. Il campionato 2008 per la Scuderia Toro Rosso comincia con l'evoluzione “B” della STR2 utilizzata nel 2007, per poi passare alla STR3 dal Gran Premio di Monaco. La nuova nata del piccolo team italiano, di proprietà del patron della Red Bull Dietrich Mateschitz, è una vettura “speciale” per i tifosi Toro Rosso, in quanto è la prima monoposto della scuderia faentina a cogliere un successo in Formula 1.

TORO ROSSO STR3, Sebastién Bourdais
Spa-Francorchmps, GP del Belgio 2008

   La STR3 è basata sul progetto della Red Bull RB4, disegnata dal leggendario Adrian Newey, grazie al regolamento dell'epoca che permette ancora una parziale condivisione dei progetti tra i due team. Infatti oltre a Newey (Chief Technical Officer – Red Bull), anche Geoff Willis (Technical Director - Red Bull), Rob Marshall (Chief Designer – Red Bull) e Peter Prodromou (Head of Aerodynamics – Red Bull) contribuiscono allo sviluppo della monoposto, che differisce dalla sorella RB4 per la motorizzazione (Renault per le Red Bull e Ferrari per le Toro Rosso). Gli ingegneri che lavorano a Faenza, cittadina romagnola in provincia di Ravenna, devono orchestrare un piccolo miracolo sportivo, adattando un progetto nato altrove alle esigenze specifiche del team italiano. Il Team Principal è Franz Tost: pur non essendo un tecnico in senso stretto, la sua gestione del personale e la sua disciplina "austriaca" risultano essenziali per far lavorare il piccolo staff di Faenza con l'efficienza di un top team. Giorgio Ascanelli (Technical Director), ex ingegnere di pista di Ayrton Senna in McLaren e colonna portante della Ferrari dell'era Schumacher, porta rigore e mentalità vincente. A lui si deve la gestione e l'integrazione del motore Ferrari nel telaio Red Bull. Non meno importanti gli ingegneri che lavorano al muretto, in primis Riccardo Adami. Proprio nel 2008 nasce il sodalizio con il giovanissimo e promettente pilota tedesco Sebastian vettel. Adami è stato fondamentale per la crescita metodica di Vettel e il loro rapporto diventa così solido che il pilota tedesco lo vorrà con sé anni dopo, nel suo passaggio in Ferrari. Guillaume Rocquelin ha invece un ruolo chiave nel setup della vettura prima di diventare il celebre ingegnere di pista di Vettel negli anni dei titoli mondiali in Red Bull. Da ricordare anche Luca Furbatto (chief mechanic), fondamentale nel coordinare il personale di Faenza (ex-Minardi) che deve assemblare e far correre la meccanica in arrivo da Milton keynes con il propulsore in arrivo da Maranello, tutto mantenendo lo spirito di una scuderia che, nonostante i fondi Red Bull, resta profondamente legata alla sua terra.

TORO ROSSO STR3, Sebastian Vettel
Fuji Speedway, GP del Giappone 2008

   La nuova STR3 possiede una base velocissima (il progetto RB4 di Newey) e spesso si dimostra più bilanciata della versione "madre" grazie alla diversa distribuzione dei pesi del motore V8 Ferrari. Oltre alla notevole potenza (circa 780 cv a 19,000 giri/min), il V8 italiano è noto per una curva di coppia molto lineare che permette ai piloti di parzializzare l'acceleratore con estrema precisione nella stagione in cui viene abolito il controllo della trazione. Dalla Ferrari arriva anche l'intera trasmissione, con la scatola del cambio realizzata in microfusione di titanio con pelle in carbonio estremamente rigida e compatta, che permette ai progettisti aerodinamici di disegnare un diffusore più ampio e pulito. L'affascinante aerodinamica della STR3 si dimostra più efficace della sua controparte Red Bull RB4, proprio grazie a un'armonia inaspettata tra telaio e motore. Anche sulla monoposto italiana viene utilizzata fin da subito la pinna di squalo (Shark Fin) che prolunga il cofano motore fin quasi l'alettone posteriore, rendendo la macchina molto più prevedibile e stabile nelle curve veloci. Sull'ala anteriore c'è l'immancabile ala a ponte (Bridge Wing), un secondo profilo alare che sovrastava l'ala anteriore principale, collegando i due flap, utile per generare ulteriore carico e pulire l'aria diretta verso il fondo piatto e le pance laterali, lavorando in sinergia con i complessi deviatori di flusso (Bardgeboards).

TORO ROSSO STR3, Sebastién Bourdais
Montecarlo, GP di Monaco 2008

   Come tutte le vetture del 2008, anche sulle pance della STR3 sono presenti una serie infinita di piccoli generatori di vortici, insieme alle feritoie a "branchia di squalo" e ai camini per espellere l'aria calda dal motore Ferrari senza sporcare il flusso che scorre verso il diffusore. Sono capolavori di micro-aerodinamica che bilanciano perfettamente raffreddamento e resistenza aerodinamica. Il pacchetto radiatori-motore Ferrari permette di disegnare pance laterali leggermente più rastremate nella parte posteriore (il cosiddetto "disegno a coca-cola"), migliorando il passaggio dell'aria verso il retrotreno. Oltretutto i tecnici Ferrari e Toro Rosso riescono a soffiare gli scarichi in una zona del diffusore che genera un effetto sigillante più efficace. Questa complessità aerodinamica rende però la macchina estremamente sensibile all'altezza da terra. Per far sì che le ali e il fondo piatto lavorino sempre all'altezza ottimale, il sistema sospensivo della STR3 è un capolavoro di cinematica, gestito egregiamente dal reparto sospensioni e dal terzo ammortizzatore (J-Dumper), posizionato orizzontalmente sopra il muso e sulla scatola del cambio. Questo elemento meccanico controlla il "beccheggio" (il muso che affonda in frenata), mantenendo la piattaforma aerodinamica stabile e garantendo un carico costante.

TORO ROSSO STR3, Sebastién Bourdais
Istanbul Park, GP di Turchia 2008

   La Toro Rosso STR3 è ricordata come la "ammazza-grandi" del 2008. Sebbene nata come una vettura di metà classifica e scuola per i giovani piloti Red Bull, la sua evoluzione prestazionale durante la stagione è impressionante, culminando in un finale di campionato dove, in certe condizioni, era stabilmente la terza forza in campo, al pari delle Renault e dietro solo a Ferrari e McLaren. La presentazione ufficiale della nuova STR3 avviene il 16 aprile in Spagna sul circuito Catalunya-Barcelona, con il francese Sébastien Bourdais alla guida. Oltre a Vettel e Bourdais anche il giovane neozelandese Brendon Hartley utilizza la nuova vettura Toro Rosso nelle giornate di test. Nella gara del debutto (GP di Monaco) la nuova monoposto faentina mostra subito il suo potenziale, cogliendo il quinto posto con Vettel, seguito da ottavo posto nel successivo GP del Canada, sempre ad opera del tedesco. Seguono due gare sottotono ma dopo la pausa estiva, il team trova il setup perfetto per far lavorare le gomme Bridgestone con il telaio di Newey. Da quel momento, Vettel entra regolarmente nella Top 10 in qualifica, ottenendo anche 6 arrivi in zona punti nelle ultime 7 gare. Il risultato più eclatante rimane comunque la pole position e la vittoria colta sempre da Vettel al Gran Premio d'italia, corso sul velocissimo circuito di Monza. Le prestazioni della STR3 crescono a tal punto da superare quelle della sorella maggiore Red Bull RB4. A fine stagione la scuderia Toro Rosso ottiene ben 39 punti (10 in più della “casa madre” Red Bull), piazzandosi al sesto posto della classifica costruttori. Con la splendida vittoria di Monza, il giovanissimo Vettel (21 anni) mette in luce tutte le sue qualità di guida e conquista l'ottavo posto nella classifica piloti con 35 punti. 

Commenti