WILLIAMS FW30 Toyota

   La Williams FW30 è ricordata non tanto per le sue prestazioni, peraltro piuttosto scarse, ma soprattutto perché è la trentesima monoposto del team gestito da Sir. Frank Williams. La nuova monoposto del team inglese con base a Grove, nell'Oxfordshire in Inghilterra, è un'evoluzione della precedente FW29. Nel 2008 il team si concentra sulla raffinatezza aerodinamica e sull'integrazione del motore Toyota, con cui il team Williams è al secondo anno di collaborazione. Sotto la supervisione di Frank Williams e Patrick Head, co-fondatore della storica scuderia inglese senza più un ruolo attivo ma sempre presente in tutte le fasi di progettazione e sviluppo della monoposto, lavora un nutrito gruppo di tecnici. Il vero lavoro di progettazione è affidato a un trio di ingegneri che devono fare miracoli con un budget inferiore alla concorrenza.

WILLIAMS FW30, Nico Rosberg
Hungaroring, GP d'Ungheria 2008

   Il Technical Director è Sam Michael, ingegnere molto competente a dispetto della sua giovane età. Al comando di tutto il reparto tecnico, ha il compito di far dialogare il reparto motori (Toyota) con il telaio Williams ed è spesso il "parafulmine" delle critiche quando i risultati non arrivano. Ed Wood è il Chief Designer, colui che ha materialmente disegnato la FW30 con l'obiettivo di creare una macchina onesta, facile da regolare e prevedibile nelle reazioni. Jon Tomlinson (Head of Aerodynamics) è l'uomo della galleria del vento, in un 2008 dominato dalle appendici aerodinamiche dove ogni minimo particolare può modificare le prestazioni dell'auto. Di grande importanza sono anche Clive Cooper (Head of Design - Composites and Structures), Christopher Brawn (Head of Design - Suspension, Steering, Brakes) e Mark Loasby (Head of Design – Systems), mentre una volta in pista gli ingegneri Tony Ross e Richard Lockwood seguono i due piloti titolari, il promettente e futuro Campione del Mondo Nico Rosberg (tedesco, figlio dell'ex Campione del Mondo Keke) e il giapponese Kazuki Nakajima (pilota al suo esordio ma fortemente voluto dalla Toyota).

WILLIAMS FW30, Kazuki Nakajima
Silverstone, GP di Gran Bretagna 2008

   Dal punto di vista aerodinamico la FW30 rappresenta l'apice di una generazione di vetture sulle quali praticamente ogni centimetro quadrato della carrozzeria è coperto da piccole appendici per gestire i flussi d'aria. Il frontale della FW30 è un laboratorio a cielo aperto. La caratteristica più distintiva sono le "Elephant Ears" (orecchie d'elefante), delle alette ricurve montate sulla parte superiore del muso con la funzione di condizionare il flusso d'aria diretto verso la parte centrale della vettura. Lavorano in sinergia con il Bridge Wing (l'alettone a ponte che sovrastava il muso) e i Bargdeboards (deviatori di flusso) per gestire i vortici d'aria laterali, pulendo il flusso che altrimenti sarebbe disturbato dalle sospensioni anteriori. L'evoluzione aerodinamica costringe i motori V8 dell'epoca a lavorare in cofani sempre più stretti, scaldando moltissimo, per cui il raffreddamento è una vera e propria sfida aerodinamica. La FW30 utilizza alte ciminiere poste sopra le pance laterali per espellere l'aria calda, sulle quali sono posizionare alette per deviare l'aria verso l'alettone posteriore, e branchie posizionate sulla carrozzeria che permettono lo sfogo del calore con il minimo disturbo al flusso esterno. Oltre alle immancabili alette di fianco alla presa d'aria del motore, la Williams è una delle scuderie che sperimentano con più convinzione la pinna di squalo sul cofano motore durante la stagione, importante per stabilizzare il flusso d'aria diretto verso l'alettone posteriore durante le curve, rendendo la vettura più prevedibile per il pilota.

WILLIAMS FW30, Nico Rosberg
Silverstone, GP di Gran Bretagna 2008

   Se l’aerodinamica della Williams FW30 è una giungla di alette e deviatori di flusso, la sua meccanica è un esempio di pragmatismo e ingegneria solida. Nel 2008, la Williams non possiede il budget dei colossi come Toyota (suo fornitore di motori), McLaren o Ferrari, quindi punta tutto sulla compattezza e sull'affidabilità. Il motore è il V8 Toyota RVX-08, un capolavoro di ingegneria nipponica sebbene meno estremo dei V8 Mercedes o Ferrari, con solo 740/750 CV, ma con una affidabilità invidiabile. Il cambio è costruito dalla Williams stessa ed è un sequenziale semiautomatico a sette rapporti dotato di tecnologia seamless shift (cambiate senza soluzione di continuità) per garantire cambiate senza interruzione della coppia motrice. Le sospensioni sono in configurazione push-rod sia all'anteriore che al posteriore, con barre di torsione invece delle classiche molle elicoidali, collegate ad ammortizzatori Sachs. Al centro della sospensione posteriore c'è un ammortizzatore supplementare (il terzo elemento) che controlla il beccheggio dell'auto alle alte velocità, evitando che il fondo tocchi l'asfalto sotto l'enorme carico aerodinamico. Molto lavoro viene fatto per garantire un'eccellente motricità, dopo l'introduzione della centralina elettronica unica e la messa al bando del controllo della trazione.

WILLIAMS FW30, Nico Rosberg
Suzuka, GP del Giappone 2008

   Nonostante la FW30 sia una macchina solida e affidabile, manca di quel guizzo necessario per lottare costantemente con Ferrari, McLaren o BMW-Sauber. Al suo esordio nella prima gara stagionale, Rosberg ottiene un inaspettato podio conquistando il terzo posto, con Nakajima sesto alla sua seconda gara in Formula 1 (aveva esordito nell'ultimo Gran Premio del 2007 sostituendo Alexander Wurz). Dopo l'exploit in Australia, la FW30 fatica a mantenere una costanza di prestazioni, soprattutto per la difficoltà di ottenere tempi sul giro in qualifica da potergli permettere le prime file dello schieramento. Quello che è un punto di forza in gara (la dolcezza sugli pneumatici e quindi lo scarso consumo) si rivela un boomerang in qualifica quando la monoposto fatica a portare in temperatura gli pneumatici. Dopo una stagione con risultati piuttosto scarsi (5 ottavi posti e 2 settimi), a Singapore Rosberg sale nuovamente sul podio, questa volta però sul secondo gradino, salvando così in parte una stagione altrimenti da dimenticare. A fine campionato la Williams chiude ottava nel Mondiale Costruttori con 26 punti, mentre Nico Rosberg mette in mostra tutte le sue doti che lo porteranno ad avere un posto al fianco di Lewis Hamilton negli anni del dominio Mercedes.

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