FORCE INDIA VJM01 Ferrari

   Dalle ceneri della Spyker, e prima ancora della Midland e della storica Jordan, nasce il nuovo team Force India F1. Nell'ottobre del 2007, il consorzio Orange India Holdings, guidato dal miliardario indiano Vijay Mallya (all'epoca re del settore delle bevande con United Breweries e a capo della compagnia aerea Kingfisher Airlines), dal gruppo finanziario Sahara India Pariwar e dalla famiglia olandese dell'imprenditore Michiel Mol, acquista la Spyker per circa 88 milioni di euro. L'obbiettivo di Mallya è di creare il primo vero team indiano nella storia della Formula 1, portando l'orgoglio nazionale a livello globale. Il magnate indiano sceglie infatti i colori della bandiera nazionale (zafferano, bianco e verde) per la livrea della nuova Force India VJM01, rendendo la vettura immediatamente riconoscibile. Al momento dell'acquisto, la Spyker ha come sponsor la compagnia aerea Etihad Airways, in conflitto con lo sponsor personale di Mallya (Kingfisher Airlines). Questo porta ad una battaglia legale, la prima delle tante che dovrà affrontare Mallya, ancora prima che la stagione abbia inizio.

FORCE INDIA VJM01, Adrian Sutil
Montecarlo, GP di Monaco 2008

  Grazie all'iniezione di capitali freschi, lo staff tecnico della Force India nel 2008 riflette perfettamente la natura di transizione di un team che sta cercando di scrollarsi di dosso l'eredità della Spyker e della Midland, mantenendo però la solida base ingegneristica della Jordan Grand Prix, nella storica sede di Silverstone. Il team è guidato da un mix di veterani di Silverstone e nuovi innesti voluti dalla proprietà indiana. Con la sua figura carismatica e di grande esperienza, Mike Gascoyne (Chief Technical Officer) è l'architetto della ristrutturazione tecnica. Tuttavia, il suo rapporto con Vijay Mallya si incrina proprio durante il 2008, portando al suo allontanamento a fine stagione a causa della mancanza di progressi tangibili. Un fedelissimo di Gascoyne, con il quale ha già lavorato in Renault e Jordan, è Mark Smith (Design Director), responsabile materiale del disegno della monoposto anche se il ruolo di Chief Designer è affidato a John McQuilliam. James Key è uno dei Technical Director più giovani della F1 dell'epoca, il ponte tra la vecchia gestione Jordan (dove è cresciuto) e il nuovo corso. Dopo la Force India, la sua carriera decollerà verso Sauber, Toro Rosso e McLaren. Il reparto è guidato da Simon Phillips (Head of Aerodynamics), uno dei primi a capire l'importanza della pinna sul cofano motore (Shark Fin) per stabilizzare il posteriore della monoposto. Altri ruoli importanti sono ricoperti da Mike Wroe (Head of Electronics), Dominic Harlow (Chief Race Engineer) e Andy Stevenson (Sporting Director). Molti degli ingegneri "junior" di quel periodo sono oggi le colonne portanti della Aston Martin F1 e la capacità di quello staff tecnico di fare "molto con poco" è diventata nel tempo il marchio di fabbrica della factory di Silverstone.

FORCE INDIA VJM01, Giancarlo Fisichella
Melbourne, GP d'Australia 2008

   La nuova Force India VJM01 è una semplice evoluzione della Spyker dell'anno precedente, con il team che deve lavorare sulle piccole cose per compensare la mancanza di un budget da top team. Il musetto della monoposto è caratterizzato da un design piuttosto conservativo (alto e stretto), ma circondato da una miriade di appendici, tipiche della fine di un ciclo tecnico. Ci sono le immancabili Bridge Wing (laterali al musetto in stile Ferrari e non sopra come in molte altre monoposto), i Turning Vanes sotto al musetto, per incanalare quanto più flusso possibile verso il fondo piatto e di conseguenza il diffusore. Andando al corpo vettura ci sono i camini e le feritoie sopra alle pance (oltremodo scavate nella parte inferiore) per lo sfogo dell'aria calda, le Viking Wings (le piccole alette posizionate lateralmente alla presa d'aria del motore) per gestire i vortici generati dal casco del pilota e dagli specchietti, e la pinna di squalo sopra al cofano motore per ripulire il flusso d'aria diretto verso l'ala posteriore stabilizzando la monoposto. Questa soluzione è stata introdotta proprio dalla Force India e subito copiata da tutti i team, in primis Renault e Red Bull. Il problema di un aerodinamica così complessa è però la cronica sensibilità al beccheggio, che affligge la vettura per tutta la stagione rendendola imprevedibile con improvvisi cambi di bilanciamento. Già durante la stagione 2008 la Force India comincia ad utilizzare sempre di più la galleria del vento della Aerolab in Italia. Questo permette ai tecnici di capire che il telaio base della Spyker ha raggiunto ormai il suo limite fisico di sviluppo e spinge Mallya a firmare un accordo con la McLaren per il 2009 che comprende, oltre a motore e cambio Mercedes, anche il supporto per i sistemi di simulazione CFD (Computational Fluid Dynamics) molto più avanzati.

FORCE INDIA VJM01, Adrian Sutil
Hungaroring, GP d'Ungheria 2008

   L'anima meccanica della VJM01 è un complesso puzzle di componenti provenienti da fornitori diversi: il motore è il Ferrari Tipo 056, un V8 da 750 CV (leggermente depotenziato rispetto alle unità utilizzate dalle monoposto di Maranello), la trasmissione non è però fornita dalla Ferrari ed è un ibrido, con la scatola progettata dalla precedente gestione Midland/Spyker e il cambio di derivazione X-trac. L'accoppiamento del cambio con il V8 Ferrari richiede però specifici adattatori che aumentano il peso della vettura, e il sistema di raffreddamento, anch'esso non fornito dalla Ferrari, rappresenta un ulteriore ostacolo per esprimere al meglio le doti del V8 italiano. Il vecchio telaio è un monoscocca a nido d'ape in fibra di carbonio sul quale trovano spazio sospensioni a doppi triangolo sovrapposti in configurazione push-rod sia all'anteriore che al posteriore. Gli ammortizzatori sono forniti dalla Penske ma la loro taratura è un problema non indifferente per tutta la stagione, con la VJM01 che fatica enormemente nel passaggio sui cordoli dove diventa nervosa e perde trazione. La distribuzione dei pesi è un ulteriore problema con la vettura costantemente al limite dei 605 kg regolamentari e quindi senza la possibilità di utilizzare le indispensabili zavorre per bilanciare al meglio la monoposto.

FORCE INDIA VJM01, Adrian Sutil
Magny-Cours, GP di Francia 2008

   La coppia di piloti è formata dall'esperto italiano Giancarlo Fisichella e dal giovane tedesco Adrian Sutil. Nonostante l'entusiasmo per la nuova avventura, la stagione è estremamente difficile in termini di risultati puri, con la VJM01 che sconta un deficit aerodinamico e di peso non indifferente rispetto ai top team. Su 36 partenze le due Force India collezionano ben 18 ritiri ma gli scarsi risultati ( 0 punti e l'ultimo posto in classifica costruttori) non demoralizzano il magnate indiano che, anzi, immette nuovi capitali credendo nella prossima crescita del suo team. La gavetta fatta con la VJM01 è stata infatti la base per trasformare una squadra in crisi finanziaria nel solidissimo team di metà classifica che, grazie anche all'appoggio di Mercedes, si vedrà nel decennio successivo.

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