McLAREN MP4/23 Mercedes-Benz

   L'azzeramento dei punti nella classifica costruttori nel 2007, a seguito del controverso caso di spionaggio tra McLaren e Ferrari, vede la casa di Woking, nel Surrey in Inghilterra, ammesso nella entry-list del campionato 2008 come ultimo, almeno secondo le regole in vigore all'epoca che attribuiscono i numeri ai team in base al piazzamento della stagione precedente. La McLaren ha quindi bisogno di resettare, e la nuova MP4/23 nasce con l'obiettivo di riscattare quanto successo nel 2007. Verrà anche ricordata per essere la monoposto che ha consacrato Lewis Hamilton nel gotha dell'automobilismo, protagonista di uno dei finali di stagione più folli e cinematografici della storia della Formula 1.

McLAREN MP4/23, Lewis Hamilton
Montecarlo, GP di Monaco 2008

   Ron Dennis (Team Principal) devo ridare fiducia al team dopo l'abbandono “obbligato” di pedine fondamentali come Mike Coughlan e Nigel Stepney. Lo staff tecnico della McLaren 2008 rimane comunque un gruppo di lavoro strabiliante, una vera e propria "corazzata" di ingegneri. Martin Whitmarsh, braccio destro di Dennis, è l'uomo che gestisce l'operatività quotidiana portando una calma pragmatica, essenziale per mantenere i nervi saldi in stagione durante il duello punto su punto con la Ferrari. Paddy Lowe (Engineering Director) è a capo di tutta l'ingegneria del team. Un visionario dei sistemi elettronici e del controllo dinamico del veicolo e, sotto la sua direzione, la McLaren affronta senza traumi il passaggio alla centralina unica standard e il divieto del controllo di trazione, massimizzando la stabilità meccanica della vettura. Al suo fianco lavorano Mark Williams, con il ruolo di Head of Vehicle Engineering, e Rob Taylor, come Principal Design Engineer. Neil Oatley (Design & Development Director) è un veterano della McLaren (presente dai tempi di Senna e Prost), garante della coerenza progettuale con il compito di integrare telaio, aerodinamica ed elettronica. Tim Goss (Chief Engineer) è la figura che si occupa di tradurre i concetti teorici in realtà sulla macchina. Nel 2008 la McLaren ha uno dei software di CFD più avanzati al mondo e la complessa aerodinamica della monoposto è curata da Simon Lacey, Head of Aerodynamics e responsabile della galleria del vento, che lavora a stretto contatto con Doug McKiernan (Chief Aerodynamicist), il principale responsabile della gestione dei flussi d'aria intorno alle pance. Sotto la loro guida, la McLaren introduce aggiornamenti aerodinamici praticamente ad ogni singola gara. Significante anche il ruolo di Phil Prew, Ingegnere di Pista di Hamilton, capace di tradurre i feedback, spesso istintivi e aggressivi del pilota inglese, in regolazioni millimetriche sulle sospensioni e sul ripartitore di frenata.

McLAREN MP4/23, Heikki Kovalainen
Monza, GP d'Italia 2008

   Conseguentemente al già citato scandalo di spionaggio del 2007, la FIA supervisiona la progettazione della MP4/23 in modo che la McLaren non tragga vantaggio dalle informazioni acquisite dalla Ferrari. Tuttavia le differenze tra la MP4/22 e la MP4/23 sono minime, confermando la nuova monoposto McLaren come una delle migliori del 2008. Diretta evoluzione della vettura precedente, la MP4/23 rappresenta l'apice dell'era “barocca” per l'aerodinamica delle Formula 1, con la gestione dei flussi spinta al limite, rendendo la monoposto una vera e propria scultura ricoperta di appendici per pulire le turbolenze generate dal rotolamento delle ruote anteriori. La complessa ala anteriore presenta un profilo supplementare che scavalca il musetto (bridge wing), unendo i due lati. Questo serve a creare un vortice che stabilizza il flusso d'aria sotto il corpo vettura lavorando in sintonia con i bardge boards. Sopra al musetto compaiono durante la stagione diversi tipi di pinne, appositamente studiate per indirizzare l'aria verso le bocche dei radiatori e il fondo vettura. Molto particolari sono i copricerchi lenticolari, indipendenti dal rotolamento della ruota. La loro funzione è di impedire all'aria turbolenta generata dalla rotazione del cerchio di fuoriuscire lateralmente con l'effetto che l'aria viene canalizzata all'interno dei freni e poi espulsa in punti precisi per alimentare il diffusore posteriore, aumentando drasticamente il carico aerodinamico complessivo. Il passo della vettura viene leggermente aumentato per migliorare l'efficienza aerodinamica delle pance, anche nel 2008 con un undercut molto pronunciato. Per smaltire l'enorme calore sviluppato dal propulsore Mercedes, sulle pance laterali ci sono camini verticali che espellono l'aria calda verso l'alto, lontano dai flussi diretti verso il retrotreno, e piccole feritoie a forma di branchia di squalo, utilizzate nelle gare più calde per modulare il raffreddamento senza compromettere eccessivamente la resistenza all'avanzamento (drag). Il team McLaren è tra i più efficaci nel disegnare ali posteriori specifiche per ogni circuito, con un profilo a cucchiaio più profondo al centro e sottile ai lati. Senza il controllo della trazione infatti la monoposto deve essere il più possibile prevedibile, per permettere ai piloti ( il finlandese Heikki Kovalainen, oltre al già citato ingese Lewis Hamilton) di spingere al massimo senza la paura di improvvise perdite di carico. la McLaren MP4-23 è una macchina estremamente raffinata nei micro-dettagli, capace di generare una quantità di carico aerodinamico che sarà superata solo quasi dieci anni dopo.

McLAREN MP4/23, Lewis Hamilton
Fuji-Motorspeedway, GP del Giappone 2008

   Per la quattordicesima stagione consecutiva la Mercedes fornisce il motore alla McLaren, con il V8 FO108V capace di circa 800 CV di potenza massima ma con un consumo di carburante inferiore a quello dei diretti concorrenti. Sebbene non sia un tecnico nel senso stretto del termine, il vice-presidente di Mercedes-Benz Motorsport Norbert Haug vive praticamente nel box McLaren e la sua presenza è garanzia che i tecnici dei motori di Brixworth lavorino in totale armonia con i telaisti di Woking. Il pacchetto motore-cambio della MP4-23 è considerato il più integrato del circus nel 2008, con un sistema di raffreddamento studiato per ridurre al minimo l'ingombro delle pance laterali (retaggio dell'era Newey). Il superlativo propulsore tedesco è seguito da Andy Cowell, all'epoca una delle menti più brillanti della divisione motori Mercedes-Benz High Performance Engines. La sua guida nello sviluppo costante del motore, garantisce alla McLaren un propulsore non solo era potente, ma che spicca per un'erogazione di coppia incredibilmente fluida, un toccasana nell'anno dell'abolizione della traction control. Anche le nuove sospensioni contribuiscono a mantenere sempre molto stabile la vettura, grazie ad un perfetto cinematismo garantito da uno schema push-rod con barre di torsione e ammortizzatori entrobordo. Oltretutto grazie alla leggerezza del telaio la McLaren utilizza una quantità massiccia di zavorre in tungsteno posizionate sul fondo piatto per bilanciare la vettura. Questo permette di spostare il bilanciamento dei pesi tra anteriore e posteriore a seconda del circuito.

McLAREN MP4/23, Lewis Hamilton
Interlagos, GP del Brasile 2008

  Nonostante la complessità, la MP4/23 è incredibilmente solida e si dimostra estremamente competitiva, soprattutto in mano a Hamilton, mentre il compagno Kovalainen fatica maggiormente a estrarne il potenziale. La fenomenale trazione in uscita di curva e la precisione dell'avantreno, permettono all'inglese di ottenere 8 pole position e l'eccezionale gestione delle gomme permette ai piloti di mantenere un ritmo costante per tutta la durata dello stint di gara. In un campionato deciso per un solo punto, l'affidabilità è tutto e la MP4-23 è quasi perfetta, quasi sempre sul podio o nei primi cinque, permettendo di accumulare punti pesanti a Hamilton per la conquista del suo primo titolo mondiale. Nonostante tutto la McLaren-Mercedes nel 2008 non conquista il titolo costruttori, andato alla ferrari grazie alla maggior costanza di risultati della coppia Massa-Räikkönen rispetto al duo Hamilton-Kovalainen.

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