La Red Bull RB7 del 2011 è considerata una delle monoposto più dominanti nella storia della Formula 1. Progettata dal genio dell'aerodinamica Adrian Newey, conquista sia il Titolo Costruttori sia il Titolo Piloti con Sebastian Vettel, affiancato da Mark Webber. La corazzata Red Bull Racing, di proprietà dell'austriaco Dietrich Mateschitz (fondatore del marchio Red Bull), è guidata ancora da Christian Horner (Team Principal oltre che volto pubblico e comandante in capo del team di Milton Keynes) con al suo fianco Helmut Marko (non un dipendente diretto della scuderia bensì il consigliere speciale di Mateschitz e responsabile assoluto del programma giovanile Red Bull Junior Team).

RED BULL RB7, Mark Webber
Sepang, GP della Malesia 2011
Il successo straordinario della RB7 è il risultato del lavoro di una squadra tecnica affiatata guidata dal genio di Adrian Newey (Chief Technical Officer). Rob Marshall (Chief Designer) è a capo della progettazione meccanica della scocca e dei sistemi interni, oltre che il principale responsabile del complesso sistema di sospensioni e del packaging spinto del cambio in fibra di carbonio. Peter Prodromou (Head of Aerodynamics) è il braccio destro storico di Newey e responsabile dello sviluppo in galleria del vento. Paul Monaghan (Head of Car Engineering) è il supervisore del lavoro in pista e del collegamento tra la fabbrica e il garage durante i week-end di gara, garantendo che le novità aerodinamiche funzionino immediatamente una volta portati in pista. Giles Wood (Head of Race Engineers & Simulation) è a capo del reparto simulazioni, fondamentale per perfezionare le complesse mappature del motore Renault legate agli scarichi soffiati caldi prima ancora che la vettura scenda in pista. Altre figure importanti sono Mark Ellis (Chief Engineer, Performance), Steve Winstanley (Deputy Chief Designer, Composites and Structures), David Worner (Deputy Chief Designer, Mechanics and Suspension), Rob Gray (Head of R&D), Dan Fallows (Chief Aerodynamicist), oltre che Guillaume "Rocky" Rocquelin e Ciaron Pilbeam, rispettivamente ingegnere di pista per il Campione del Mondo in carica Sebastian Vettel e per il suo compagno di squadra, Mark Webber.

RED BULL RB7, Sebastian Vettel
Barcelona-Catalunya, GP di Spagna 2011
L’aerodinamica della RB7 rappresenta uno dei punti più alti della carriera di Adrian Newey. In una stagione segnata dall'abolizione del doppio diffusore e dell'F-Duct, Newey riesce non solo a recuperare il carico aerodinamico perso con i cambi di regolamento, ma a creare una vettura in grado di generare una deportanza senza precedenti, soprattutto nelle curve a media e alta velocità. Il vero capolavoro concettuale della RB7 è il modo in cui i flussi di scarico del motore sono integrati nella fluidodinamica del fondo vettura. I tubi di scarico escono a livello del fondo, subito davanti alle ruote posteriori, soffiando i gas caldi ad alta velocità nello spazio tra la spalla interna dello pneumatico e la paratia laterale del diffusore, così da creare una vera e propria barriera d'aria invisibile. Questo soffio impedisce ai turbolenti vortici generati dal rotolamento delle gomme posteriori di penetrare nel diffusore, mantenendo la depressione sottoscocca estremamente pulita ed efficace. La vera magia avviene a farfalla chiusa, con il contributo decisivo dei tecnici del motorista Renault Sport F1, guidati in pista da Fabrice Lom. Gli ingegneri francesi lavorano a stretto contatto con Newey per sviluppare le mappature elettroniche e la gestione dell'afflusso d'aria nel V8 RS27, quando il pilota stacca o parzializza l'acceleratore. A farfalla chiusa, la centralina continua a ritardare l'accensione e ad iniettare aria/carburante da bruciare direttamente nei collettori, garantendo la pressione di scarico necessaria e rendendo possibile la magia degli scarichi soffiati, così da garantire che il diffusore continui a generare carico aerodinamico costante anche in fase di frenata e inserimento curva, eliminando la tipica instabilità del retrotreno in staccata. La RB7 consolida poi la filosofia progettuale dell'assetto fortemente inclinato in avanti (High Rake), marchio di fabbrica delle Red Bull dell'epoca V8. L'asse posteriore viene mantenuto molto più alto rispetto all'asse anteriore, trasformando l'intero fondo della vettura in un gigantesco tubo di Venturi. Per far funzionare un assetto Rake così spinto, l'ala anteriore deve rimanere il più vicino possibile all'asfalto, per canalizzare l'aria al di sotto del telaio e verso i canali del fondo. La struttura in fibra di carbonio dell'ala anteriore della RB7 è infatti progettata per avere una flessibilità controllata e deformarsi sotto il carico aerodinamico alle alte velocità. I profili alari esterni si piegano leggermente verso il basso ad alta velocità, avvicinandosi all'asfalto e creando un effetto suolo anteriore eccezionale, oltre che generare un vortice potente (il noto vortice Y250) diretto sotto le pance laterali per spingere le turbolenze esterne lontano dal corpo centrale della vettura.

RED BULL RB7, Sebastian Vettel
Istanbul Park, GP di Turchia 2011
Un ennesimo punto di forza della RB7 è la completa integrazione tra componenti meccaniche ed esigenze aerodinamiche, spinta al limite dell'estremizzazione. La gestione delle sospensioni ha l'obiettivo primario di mantenere costante l'altezza da terra per non alterare i flussi d'aria sotto la scocca. All'anteriore viene mantenuto lo schema push-rod, ma con bilancieri e cinematismi interni posizionati molto in alto nel muso per lasciare libera la parte inferiore del telaio. Al posteriore, introducendo lo schema pull-rod già dal 2009, Newey ha spostato molle e ammortizzatori in basso, quasi sul fondo del telaio, abbassando drasticamente il baricentro e liberando lo spazio superiore consentendo di rastremare le pance al massimo e pulire il flusso d'aria diretto verso il diffusore. Le geometrie dei bracci oltretutto presentano angoli accentuati per contrastare l'affondamento dell'anteriore in staccata e l'inclinazione del posteriore in accelerazione. In questo modo l'assetto high-rake rimane stabile e prevedibile in ogni fase di guida. Proprio grazie al sofisticato sistema di sospensioni, La RB7 riesce a scaldare rapidamente i nuovi pneumatici Pirelli (fondamentale in qualifica) senza un’usura eccessiva sulla distanza di gara. Il motore montato sulla RB7 è il V8 Renault RS27-2011, non il più potente del lotto ma il più flessibile e adatto all'integrazione meccanica. Nel 2011 viene reintrodotto il KERS (sistema di recupero dell'energia cinetica in frenata, in grado di erogare circa 80 CV aggiuntivi per 6.6 secondi al giro). Newey pretende che il motore elettrico (MGU) e i pacchi batteria (sviluppati con Magneti Marelli) siano rimpiccioliti il più possibile e collocati all'interno della fusione del cambio e attorno al telaio monoscocca. Questa ricerca spasmodica della compattezza meccanica rimane forse l'unico punto debole della RB7. Durante la prima metà della stagione infatti, il KERS soffre spesso di problemi di surriscaldamento (frequenti i messaggi radio a Webber e Vettel per disattivarlo), ma il vantaggio aerodinamico della vettura rimane tale da compensare ampiamente i momenti in cui il sistema non viene utilizzato.

RED BULL RB7, Mark Webber
Monza, GP d'Italia 2011
La stagione 2011 della Red Bull RB7 è una marcia trionfale dall'inizio alla fine. Su 19 Gran Premi in calendario, la vettura lascia agli avversari solo le briciole, stabilendo primati di dominanza statistica e velocistica. Sebastian Vettel vince 5 delle prime 6 gare (Australia, Malesia, Turchia, Spagna, Monaco), conquistando sempre la pole position eccetto che in Spagna (dove svetta il compagno Webber). La concorrenza viene piegata fin dai primi metri di gara grazie al passo inavvicinabile nel primo stint. Tra Canada, Gran Bretagna e Germania, Ferrari e McLaren riescono a cogliere qualche successo isolato, approfittando anche del temporaneo divieto FIA sulle mappature degli scarichi soffiati caldi, successivamente revocato. Ripristinato il regolamento originale, la RB7 torna inavvicinabile. Vettel infila una serie di vittorie consecutive tra Belgio, Italia, Singapore e Corea, chiudendo i giochi per il titolo mondiale con tre gare d'anticipo a Suzuka. Il vero elemento spaventoso della RB7 è il rendimento sul giro secco, conquistando 18 pole position su 19 (Vettel ottiene 15 pole position individuali, battendo il precedente record di 14 pole in un anno stabilito da Nigel Mansell nel 1992). Oltre alla velocità pura, la RB7 mette in mostra un'affidabilità solida (solo 2 ritiri in tutta la stagione, di cui 1 per una foratura). La trionfale stagione 2011 per il team Red Bull Racing si chiude con un bottino di 12 vittorie, 7 secondi posti, 8 terzi e un totale di 650 punti.
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